Non solo un hotel di lusso a Firenze
La Residenza del Moro sorge nel cuore della città, in pieno centro storico di
Firenze, vicino la rinomata via dei Tornabuoni.
E’ l’ antico palazzo nobiliare Niccolini-Bourbon, un edificio storico risalente
al XVI secolo, al cui interno sono custoditi affreschi preziosi, antichità, broccati
e sete, nonché una notevolissima collezione d’opere d’arte contemporanea.
La Residenza del Moro non è solo un hotel di lusso a Firenze: nasce come residenza
esclusiva per soggiornare nel capoluogo toscano. Le sue suites sono luoghi dell’esperienza
artistica, delle opere d’arte che regalano emozioni irripetibili.
Il fascino artistico di Firenze è ben rappresentato nella Residenza, luogo dell’arte
e di un’eleganza sontuosa, ma mai sovraccarica.
Cornice perfetta di questo ambiente unico è un servizio inappuntabile, superiore
a qualunque hotel 5 stelle di lusso di Firenze .
L’alchimia turistica che nasce è un concetto di turismo esclusivo, diverso dall’albergo
di lusso che sempre lascia intravedere una struttura commerciale, la Residenza
del Moro è invece un rifugio d’elite per visitare Firenze, un luogo segreto per
vivere l’arte e subire il fascino di una città ineguagliabile per la sua cultura
e le sue bellezze artistiche.
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Residenza del Moro Via del Moro 15 50123 Firenze, Italia Tel.
+39.055.290884 - 055.264269 Fax +39.055.2648494 P.IVA 01688010469
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De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell'invisibile
26 febbraio-18 luglio 2010
Promossa e Organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi
con Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione
Partners Palazzo Strozzi
In collaborazione con: Soprintendenza PSAE e per il Polo Museale della città di Firenze, Archivio
dell'Arte Metafisica
Curatori: Paolo Baldacci, Guido Magnaguagno, Gerd Roos
 Il centro gravitazionale dell’esposizione è costituito da un nucleo di capolavori
del periodo metafisico di Giorgio de Chirico (1909-1919).
Traduzione pittorica della sensibilità e della particolare concezione della vita
maturata dall’artista attraverso la lettura di Nietzsche, la poetica metafisica
viene riconosciuta come l’espressione dello stato d’animo di un intero secolo.
Alienazione e solitudine. Senso di abbandono, isolamento, inquietudine e disperazione:
De Chirico approda alla raffigurazione avant lettre del “grande silenzio” generato dal primo conflitto bellico.
Celebri artisti e poeti si identificano immediatamente in quella straniante ed
enigmatica visione del mondo e in quella rappresentazione delle cose straordinariamente
lucida e penetrante. Il linguaggio di De Chirico diventa così imprescindibile
punto di partenza per la ricerca di artisti eterogenei, dalla Metafisica al Surrealismo.
In mostra, con il gruppo di capolavori metafisici di De Chirico dialogano quindi
le opere di René Magritte e Balthus e di altri artisti quali Max Ernst, Carlo
Carrà e Giorgio Morandi che in vario modo attinsero alla lezione dechirichiana.
L’intento non è solo quello di cogliere parentele stilistiche e affinità formali,
quanto di svelare inedite corrispondenze di temi, di soggetti, di sensibilità.
Responsabili del progetto scientifico sono Guido Magnaguagno, fra i curatori
della celebre mostra Arnold Böcklin, Giorgio de Chirico, Max Ernst tenutasi nel 1998 a Zurigo, Monaco e Berlino e Paolo Baldacci e Gerd Roos, curatori
della monografica dedicata a De Chirico nel 2007 a Padova. Il Comitato Scientifico
è composto dai maggiori esperti internazionali degli artisti presi in esame.
Informazioni in mostra: +39 055/2645155
Orari: tutti i giorni 9,00-20,00, Giovedi 9,00-23,00
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